L'Albero e il Lupo

 


C’era una volta, sulla punta estrema di una scogliera battuta dai flutti, un albero solitario. 

Aveva rami nodosi come vecchie mani nodose e radici affondate nella pietra viva. 

Era condannato a subire ogni tempesta: assorbiva i colpi del vento, la frusta della pioggia e il morso del gelo, senza poter emettere un solo lamento, custodendo tutto nel silenzio della sua corteccia ruvida. 

Su quell'albero, nel tempo, avevano trovato rifugio creature invisibili e bizzarre: folletti dispettosi, elfi silenziosi e persino streghe in cerca di un ramo alto da cui guardare il mondo.

Un giorno, ai margini di quel lembo di terra, arrivò un lupo.

Non cercava prede, né un riparo. Si sedette in silenzio, poco lontano, a fissare la sagoma scura del tronco contro il cielo plumbeo. Rimase lì immobile, a fiutare gli odori portati dalla brezza e ad ascoltare i sussurri che salivano dalle radici.

E mentre la notte calava come un mantello di velluto nero, il lupo pensò: «Tu sei un albero che nella foresta ha il suo spazio, parte di un universo contaminato da tanti simili, eppure custodisci una tua voce e un tuo isolamento. Su di te si posa ogni genere di magia... E io, proprio su questo legno segnato dalle intemperie, ho iniziato a incidere qualcosa di segreto. È un dolore che posso vivere solo così, al momento. Inciderò qualcosa che ancora non conosco del tutto, ma che porterà il mio nome e il mio senso profondo, per legarsi a te per sempre».

E da quel giorno, il vento della scogliera smise di soffiare da solo: prese a ripetere sottovoce il patto silenzioso tra l'albero che sa resistere e il lupo che ha imparato a lasciare il segno.

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