The Noir Duo and the Raven: Riflesso
La stanza era un palcoscenico di ombre allungate. La Donna osservava la superficie di un bicchiere d’acqua, dove il riflesso di una candela tremava, frantumandosi al minimo respiro. Il Gatto, un’ombra nell’ombra, non distoglieva lo sguardo da un punto imprecisato del soffitto. Il Corvo, immobile, pareva un reperto di un tempo in cui le parole avevano ancora un peso solido.
Il Corvo: "L’impronta non c’è più. L’acqua si è distesa."
La Donna: "L’impronta è ancora lì. È solo la superficie a non saperla più trattenere."
Il Gatto: "Cerchi risonanze in un luogo che vive di contatti, Donna. Ti ostini a chiamare 'casa' un vuoto che respira solo nei tuoi battiti."
La Donna: "Forse la casa non è mai stata fatta di mura. È un’architettura costruita nel tempo che sta tra un battito e quello successivo. È un’utopia che non conosce la gravità."
Il Corvo: "Le utopie sono specchi rivolti verso il nulla. Ti sei mai chiesta cosa succede quando il riflesso smette di rispondere?"
La Donna: "Succede che impari a vedere il buio senza cercare la luce. Ho capito che quell'amore non è un incontro. È una frequenza. Una nota che ho suonato in una lingua che nessun altro parla."
Il Gatto: (Le sue pupille si dilatarono, assorbendo l'intera stanza) "E la solitudine? Quel gelo che ti graffia quando capisci che il tuo modo di amare è un esilio dal mondo dei vivi?"
La Donna: (Un gesto lento, come a voler scacciare una polvere invisibile) "Non è solitudine. È un segreto che è diventato, infine, la mia intera anatomia. Non cerco più una mano. Non cerco più una presenza che occupi spazio."
Il Corvo: "Cosa rimane, allora, tra le rovine di un'idea che non troverà mai dimora?"
La Donna: "Resta il silenzio che risuona. Resta la fedeltà a un'assenza che ha più sostanza di mille presenze. È un’appartenenza a ciò che non può essere toccata, e quindi, non può mai essere perduta."
Il Gatto: "Ti sei trasformata in ciò che cercavi."
La Donna: "Sono diventata il riflesso che brilla sull'acqua, sapendo bene che, al primo soffio di vento, la superficie tornerà a essere nuda."
Il Corvo chiuse gli occhi. Il Gatto riprese a fissare il vuoto. Nella stanza, la luce violetta della candela si spense, lasciando solo l'odore di cera e una presenza che non apparteneva più a questo mondo.

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