The Noir Duo and the Raven: La Dannazione
La candela era nuova, ma la fiamma sembrava la stessa. Sul tavolo, il bicchiere d'acqua rifletteva una luce immobile. Nessun tremore. Nessuna increspatura. Come se perfino il silenzio avesse imparato a respirare piano.
La Donna osservava quel riflesso senza cercare di toccarlo.
Donna:
«Credevo che comprendere fosse
sufficiente.»
Il Gatto socchiuse gli occhi.
Gatto:
«Lo è. Per i libri.»
Il Corvo rimase immobile.
Corvo:
«Non per ciò che ha messo radici.»
La Donna sfiorò il bordo del bicchiere con un dito.
Donna:
«Ho smesso di confondere l'amore con
il possesso. Ho smesso di chiedere che qualcuno colmasse il vuoto. Ho
accettato che alcune presenze esistano solo come riflessi.»
Fece una pausa.
«Eppure... continua a fare male.»
Il silenzio sembrò chinarsi su quella frase.
Gatto:
«Perché continui a misurare il cuore
con il metro della ragione.»
La Donna scosse lentamente il capo.
Donna:
«No. Non cerco più spiegazioni.»
Alzò lo sguardo verso il Corvo.
«Mi chiedo soltanto se questa sia la nostra dannazione.»
Il Corvo inclinò appena il capo.
Corvo:
«Quale?»
Donna:
«Sapere che l'amore può spezzarci...
e continuare, ogni volta, a riconoscerlo.»
Il Gatto lasciò sfuggire un lieve sbadiglio.
Gatto:
«Gli umani chiamano destino ciò che
scelgono di ripetere.»
Il Corvo non lo contraddisse.
Corvo:
«E chiamano condanna ciò che non
riescono a smettere di desiderare.»
La Donna rimase in silenzio.
La fiamma della candela oscillò appena.
Donna:
«Allora siamo prigionieri del nostro
stesso cuore.»
Il Corvo chiuse gli occhi.
Corvo:
«No.»
La Donna lo fissò.
Donna:
«No?»
Corvo:
«Il cuore non costruisce prigioni.»
Fece una pausa.
Corvo:
«Costruisce porte.»
Il Gatto sorrise appena, con quell'espressione antica che appartiene solo ai gatti.
Gatto:
«Siete voi che continuate a bussare
alle stesse.»
La Donna abbassò lo sguardo.
Donna:
«Perché?»
Il Corvo lasciò che il silenzio rispondesse per primo.
Poi parlò.
Corvo:
«Perché nessuna ferita desidera
davvero restare aperta.»
La Donna rimase immobile.
«Ogni volta che amate, non cercate qualcuno.»
La sua voce era quasi un sussurro.
«Cercate la possibilità che, questa volta, ciò che è stato
spezzato possa ricordarsi come si rimane interi.»
Gli occhi della Donna si velarono di una malinconia quieta.
Donna:
«E se non accadesse mai?»
Il Gatto guardò il riflesso nell'acqua.
Gatto:
«Allora avrai comunque vissuto.»
Il Corvo aprì lentamente le ali.
Corvo:
«La vera dannazione non è amare
ancora.»
La candela vacillò.
«È lasciare che il dolore convinca il cuore a non riconoscere più ciò che lo chiama.»
La stanza tornò immobile.
Nel bicchiere, il riflesso della fiamma sembrava identico a quello della notte precedente.
Solo la Donna comprese che non era la luce a essere cambiata.
Era lo sguardo con cui aveva imparato a sostenerla.

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