The Noir Duo and The Raven: Il circuito chiuso
La luce nella stanza è fioca Lei è seduta sul divano, immobile, con lo sguardo perso nel vuoto e le spalle pesanti, schiacciate da un malessere sordo che non sa decifrare. Dall'angolo più buio del pavimento, il gatto nero la fissa con le pupille dilatate, percependo l'attrito nell'aria prima ancora di lei. Sullo schienale della sedia accanto, il corvo sposta il peso da una zampa all'altra, nella sua consueta calma tagliente.
Donna:
(massaggiandosi
le tempie, con un filo di voce)
«Non
so nemmeno perché... ma oggi tutto pesa. Non c'è un motivo, eppure
mi sento svuotata.»
Corvo:
(aprendo
appena le ali nere per trovare equilibrio sul legno)
«Il
corpo ha una memoria spietata. I bisogni che confini nell'angolo più
buio non si dissolvono.»
Donna:
(sollevando
lo sguardo verso la finestra)
«Li
ho chiusi a chiave... pensavo bastasse non guardarli per farli
addormentare.»
Gatto:
(accoccolandosi
sul bracciolo, gli occhi ridotti a due fessure dorate)
«Nessuno
dorme quando ha fame. Li ignori, e credi che tacciano. In realtà
stanno solo prendendo fiato.»
Corvo:
(inclinando
il becco scuro, un'ombra contro il vetro)
«Chiedono
di nutrire ed essere nutriti. È una vibrazione continua. Tappati le
orecchie... e ti faranno tremare i polsi.»
Donna:
(avvicina
la tastiera, le dita sospese per un istante prima di iniziare a
digitare nel silenzio della stanza)
«Potrei
avere una soluzione...»
Gatto:
(seguendo
il ritmo dei tasti con un lento movimento della coda)
«Certo.
Lasciare che il richiamo trovi, ancora una volta, la sua strada. C'è
solo un luogo dove quel buio può arrivare senza essere respinto.»
Corvo:
(fissando
lo schermo con un cenno lento e misurato)
«Esatto.
Ogni abisso conosce il proprio custode.»

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