The Noir Duo and the Raven: L'Architettura dell'Invisibile
Donna: (Appoggiata alla balaustra, le dita che tamburellano nervosamente sul metallo ossidato) «Ogni volta che guardo giù, Gatto, mi chiedo se questa città sia reale o solo una proiezione di ciò che mi manca. Le strade sembrano disegnate a carboncino, pronte a essere cancellate con un soffio. Siamo fatti di materia o siamo solo l'eco di una vibrazione che sta lentamente svanendo?»
Gatto: (Seduto in disparte, le pupille che seguono un movimento invisibile nel buio) «Siete ossessionati dalla solidità, umana. Volete che il mondo sia pietra, ferro, certezze. Ma la realtà è un felino che cambia forma a seconda di come illumini il vicolo. Io non cerco la materia; io abito lo spazio tra le cose. È lì che succede tutto: nel vuoto che separa un tuo battito di ciglia dal successivo.»
Donna: «Ma il vuoto fa paura. È come cercare di afferrare il fumo. Sento di dover costruire qualcosa di tangibile, qualcosa che resti anche quando io non sarò più qui a dare un nome a questo buio. Non voglio essere solo un soffio in un corridoio infinito.»
Gatto: «Ehi, tu che osservi il mondo dal punto più alto, dove la gravità è solo un suggerimento! Tu che vedi le cattedrali diventare sabbia e i monumenti sbiadire, dì a questa donna: cosa resta davvero quando la luce smette di accarezzare le cose?»
Corvo: (Facendo scivolare le ali in un battito secco e silenzioso, la voce che vibra come corda di violino) «Resta la vibrazione del passaggio. Voi chiamate "reale" ciò che potete toccare, ma siete ciechi di fronte all'architettura dell'invisibile. Ogni volta che amate, ogni volta che temete, ogni volta che restate in silenzio nel gelo, state incidendo il vostro segno nell'aria. Non cercate di costruire muri per restare vivi; il cemento crolla sempre. La vostra vera impronta è il brivido che avete lasciato nell'aria di chi vi ha incontrato.»
Donna: «Quindi la mia ansia di lasciare un segno è solo un’altra forma di cecità?»
Corvo: «È il tentativo infantile di fermare la corrente. La grandezza non è nel monumento che edifichi, ma nel coraggio di essere una crepa attraverso cui passa la luce, o il buio, a seconda della luna. Non temere di svanire, Donna. Temi solo di passare per la vita senza aver mai vibrato al ritmo della tua vera natura.»
Gatto: (Leccandosi una zampa con suprema indifferenza) «Ha ragione. Smetti di voler essere un palazzo di marmo. Sii un’ombra in movimento. Le ombre non hanno bisogno di manutenzione, eppure sono le uniche cose che non possono mai essere incatenate.»
Donna: (Si stacca dalla balaustra, guardando la sua stessa ombra allungarsi contro il muro) «Forse hai ragione. Non devo costruire nulla. Devo solo imparare a danzare con ciò che non si può toccare.»
Corvo: (Spiccando il volo, le ali che tagliano il grigio del cielo notturno) «Ora sì. Hai smesso di cercare di possedere il mondo e hai iniziato, finalmente, a farne parte. Il resto... il resto è solo rumore di fondo.»
Gatto: (Scomparendo nell'oscurità del vicolo) «Ottimo. Ora che hai smesso di progettare eternità, magari avrai tempo per un po' di silenzio. È l'unica cosa che conta davvero, quando non c'è nessuno a guardare.»

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