The Noir Duo and the Raven: Il Confine del Fuoco

 


Donna: (Seduta sul pavimento, le ginocchia raccolte al petto, mentre una sigaretta si consuma da sola tra le dita) «È ridicolo, Gatto. Ho due uomini nella testa e nessuno dei due è la risposta. C’è quello del desiderio... mi basta immaginarlo e il corpo si accende. Ma è una febbre che si consuma in un istante. E poi c’è l'altro, quello che vorrebbe bussare alla porta... ma il mio cuore ha dimenticato come riscaldare un'anima. È come se avessero staccato la corrente anni fa.»

Gatto: (Disteso sul davanzale, seguendo distrattamente il fumo) «La pelle è semplice. Ha fame, viene nutrita. Sono gli umani che complicano tutto con l'amore. Il primo uomo ti offre il piacere che non chiede impegno; il secondo ti chiede di vedere le rovine che hai dentro. Ma tu ti sei convinta che in quella casa non ci sia più nulla da dare.»

Donna:  Non è che non voglio. È che non posso. Il primo riesce a farmi tremare, conosce la strada fino alla mia pelle. Ma quando penso al secondo, dentro non si accende niente. Non perché lui non basti. Perché sono io che non trovo più la porta. Sono anni che non so più cosa significhi amare. Sono solo macerie.»

Il Corvo rimase immobile. Il vento gli attraversava le piume senza scomporle.

Corvo: «Il desiderio dice: "Vieni qui." L'amore dice: "Puoi anche andartene." Il desiderio vuole consumare. L'amore sopporta di restare affamato.»

Donna: «Allora non sono capace. Ho giurato a me stessa che non mi sarei mai più concessa.»

Il Corvo inclinò la testa.

Corvo: «No. Tu sei capace di desiderare perché quello non ti espone. L'amore ti terrorizza perché pretende l'unica cosa che hai giurato di non concedere più: l'accesso.»

Donna: «Gli permetterei di toccare il mio corpo, ma non saprei lasciarlo entrare dove fa più male. Ogni volta che qualcuno si è avvicinato davvero... ha portato via un pezzo di me. Adesso apro solo le finestre. Le porte sono murate.»

Gatto: «Scelta intelligente. Le finestre fanno entrare aria, le porte fanno entrare i traslocatori.»

Donna: «E se lui... l'uomo dell'amore... fosse diverso?»

Il Corvo guardò la città, poi parlò.

Corvo: «Questa è la domanda sbagliata. Non chiederti se lui sia diverso. Chiediti se tu sia ancora capace di esserlo. Tu insegui gli incendi del primo perché hai dimenticato che esiste la luce del secondo.»

Gatto: «Non avere fretta di demolire quella casa. A volte basta aprire una finestra in più. Anche i ruderi, ogni tanto, trattengono ancora un po' di calore.»

La Donna guardò il vetro. Nel riflesso vide prima l'ombra dell'uomo del desiderio, e poi il profilo dell'uomo dell'amore, lì, in attesa. Non si voltò. Aveva paura che, questa volta, la sua convinzione di non saper più amare potesse essere smentita. Ed era la cosa che la terrorizzava di più.


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