Episodio 4: "Il richiamo del legno"
Il vicolo è immerso in una penombra lattiginosa, interrotta solo dal bagliore violaceo che la luna proietta sull'asfalto.
Luna è ferma a pochi passi da me, immobile come una statua di ghiaccio.
Non apre bocca, eppure il silenzio intorno a lei è saturo di un suono che vibra fin dentro le ossa.
Il gatto mi sfiora la caviglia, spingendomi verso una vecchia cassa abbandonata contro il muro di mattoni.
Mi chino e, sotto uno strato di polvere, trovo il frammento di noce che mancava alla sedia della mia bottega.
È allora che la voce di Luna si insinua nella mia mente, non un suono, ma una sensazione di gelo puro.
Lo senti, Silas? Il sussurro degli oggetti, come quello della sedia?
In quell'istante, la verità mi colpisce con la forza di un verdetto.
Non sono un semplice restauratore. Sono il custode di queste eco, il ponte tra le vite spezzate e l'oblio. La sedia non è solo legno; è il primo pilastro della memoria che devo ricostruire per lei, e per me stesso.
Ma proprio mentre stringo quel legno tra le mani, capisco che non sto solo riparando una sedia: sto ricucendo lo strappo che la sua assenza ha lasciato nel tessuto stesso della realtà.

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