The Noir Duo and The Raven: Il Diario dei Bivi Fantasma
Donna: (Sfogliando le pagine fitte del diario, lo sguardo perso tra le righe) «Non ci sono i fatti qui dentro, Gatto. Non ho scritto quello che ho fatto. In queste pagine ho registrato ogni singola vita che non ho vissuto. I treni su cui non sono salita, le risposte che ho taciuto per paura, i sogni che ho soffocato in nome del buonsenso. È il censimento dei miei bivi mancati.»
Gatto: (Sbadigliando, con le zampe incrociate sul bordo del tavolo) «Ah, fantastico. Gli umani non solo si fanno schiacciare dal peso di ciò che è stato, adesso collezionano anche i fantasmi di ciò che non è mai accaduto. Un intero libro dedicato al nulla. Siete l'unica specie capace di soffrire per una strada che non avete mai calpestato. Se non ci sei andata, quella strada semplicemente non esiste.»
Donna: «Ti sbagli, esiste nell'ombra. Ogni volta che la vita reale si fa fredda o deludente, la mente scappa qui dentro, in questa vita parallela dove tutto è rimasto perfetto perché non è mai iniziato. Mi chiedo se la vera me non sia rimasta incastrata in una di queste pagine, mentre la versione che vedi qui, seduta al tavolo, è solo una controfigura pragmatica.»
Gatto: «La vera te è quella che mi dà da mangiare, umana, il resto sono solo fesserie romantiche. Questo "se fossi" e "se avessi" è un gioco stupido. Ti illudi che le strade non prese fossero lastricate d'oro solo perché non hai dovuto pulire il fango che c'era sopra. Ehi, tu sul cornicione! Tu che guardi il mondo dall'alto senza l'ansia di dover scegliere, che te ne pare di questo museo dei rimpianti?»
Corvo: (Inclinando la testa, mentre le piume lucide riflettono il grigio della notte) «Vedo un’anima che ha costruito un labirinto di specchi per non guardare il muro che ha di fronte. Chiamate "destino" la linea retta che state percorrendo, ma passate il tempo a spiare le curve che avete evitato. Il mondo è pieno di questi binari morti, coperti di rovi, che non portano in nessun luogo se non nel vuoto della vostra testa.»
Donna: «Quindi coltivare queste possibilità alternative è solo un modo per sabotare il presente? Devo davvero bruciare questo diario per essere libera?»
Corvo: «Non serve bruciarlo, basta capire che le vite non vissute non hanno polmoni, non respirano. Sono solo ombre proiettate da un fuoco che si sta spegnendo. Non sei rimasta incastrata in nessuna pagina passata: sei qui, su questo confine gelato, a fare i conti con l'unica verità che conta. Quella che fa male.»
Gatto: (Socchiudendo gli occhi gialli, stiracchiandosi verso di lei) «Esatto. Chiudi quel catalogo di fantasmi. Preferisco una padrona reale che sbaglia strada nel fango, piuttosto che una statua che piange per un viaggio che ha fatto solo con la fantasia. I treni persi sono solo ferro vecchio. Lasciali arrugginire.»
Donna: (Richiudendo lentamente il diario, lasciando che la fibbia metallica scatti nel silenzio) «Fa strano pensare che l'unica vita reale sia questa... così imperfetta.»
Corvo: (Spiegando le ali prima di lanciarsi nel buio della città) «L'imperfezione è l'unico prezzo accettabile per esistere. Il resto è solo inchiostro che non ha mai avuto il coraggio di diventare carne.»

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