The Noir Duo and The Raven: L'ombra del Cuore chiuso (episodio2)
*Donna:* (Stringendosi nelle spalle, mentre il freddo sembra risalire dalle ossa) «E se finalmente capisci di essere innamorata, ma non riesci a dare amore? Se il tuo cuore è chiuso a qualsiasi emozione per proteggerti dal male, finendo per non sentire più neanche il bene?»
*Gatto:* (Smette di leccarsi, fissandola con le pupille ridotte a due fessure verticali) «Complimenti. Hai costruito la prigione perfetta. Mura spesse, fossato profondo, sentinelle sempre allerta. Il problema dei bunker, mia cara, è che non servono a tenere fuori il nemico. Servono a impedire a te di uscire. Ti sei ibernata per non bruciare, ma ora sei solo un pezzo di ghiaccio che galleggia in un bicchiere di gin scadente.»
*Corvo:* (Gracchiando un suono che somiglia a una risata metallica) «La simmetria del vuoto. Credi di aver sigillato il dolore, ma hai solo creato un deserto. L'amore non bussa alle porte blindate, Donna. L'amore è come la muffa o la ruggine: entra dalle crepe. Se non ci sono crepe, non c'è vita. Solo conservazione.»
*Donna:* (Sussurrando, lo sguardo perso nel riflesso di una pozzanghera) «Ma le crepe fanno paura. Se apro uno spiraglio, entrerà di nuovo tutto il fango. Preferisco questo silenzio asettico al rumore di un cuore che va in frantumi per la seconda volta.»
*Gatto:* (Stiracchiandosi con aristocratica noia) «Il fango si lava. Il nulla, invece, non si toglie neanche con la candeggina. Stai barattando il rischio di soffrire con la certezza di non esistere. Un pessimo affare, persino per un'umana.»
*Corvo:* (Spiccando un breve volo per posarsi sul corrimano, a pochi centimetri dalla mano della donna) «Ascolta il battito che cerchi di soffocare. È ancora lì, no? Sordo, ritmico, ostinato. Non puoi dare amore perché pensi che l'amore sia un oggetto, qualcosa da consegnare. Ma l'amore è un'ustione. Non devi "dare" nulla, devi solo accettare di andare a fuoco. Il tuo cuore non è chiuso, è solo spaventato dal calore che emanerebbe se smettessi di annaffiarlo con la tua diffidenza.» *Donna:* «E se, una volta divampato l'incendio, non rimanesse che cenere?»
*Gatto:* (Saltando giù dalla ringhiera e scomparendo nell'ombra del vicolo) «Almeno la cenere è stata qualcosa. Il ghiaccio diventa solo acqua sporca.»
*Corvo:* (Aprendo le ali per riprendere il suo volo verso il buio della città) «Non cercare la chiave, Donna. Diventa tu stessa la serratura che cede. Il bene e il male sono due facce della stessa moneta: se ne rifiuti una, perdi anche l'altra. E la misura dell'assenza, alla fine, sarà solo il peso di ciò che non hai avuto il coraggio di sentire.»
*Donna:* (Resta sola, mentre la pioggia smette di cadere e il silenzio si fa più denso) «Quindi... devo solo lasciarmi distruggere?»
(Dal buio, arriva solo il rumore lontano di un'ambulanza e il fruscio di ali che si allontanano. La Donna stacca la mano dalla ringhiera e, per la prima volta, non pulisce la scia d'acqua. La lascia lì, esposta al gelo, in attesa di capire se diventerà ghiaccio o se evaporerà col primo raggio di sole.)

Commenti
Posta un commento