The Noir Duo and the Raven: L'Eco di un'Assenza
Donna: (Fissando un punto imprecisato nel vuoto, oltre i vetri rigati dalla pioggia) «Mi manca, sai... È come se una parte della mappa del mio mondo fosse stata strappata via. Guardo le cose e non so più a chi dirle, come se le parole avessero perso il loro destinatario naturale.»
Gatto: (Socchiudendo gli occhi gialli, senza smettere di fare le fusa) «Voi umani trattate le persone come se fossero pezzi di ricambio della vostra anima. Quando ne perdete uno, pensate di essere difettosi. Per me, chi non c’è più è solo un odore che il vento ha portato lontano. Non cerco chi è sparito; mi godo il calore di chi è ancora qui, sul marmo.»
Donna: (Ignorando il gatto, rivolgendosi direttamente alla sagoma scura sul cornicione) «E tu? Tu che voli tra le ombre e vedi ciò che noi non possiamo scorgere. Dimmi, Corvo... dove va a finire tutto quel pezzo di vita che condividevamo? Svanisce nel nulla o resta sospeso in attesa di essere ritrovato?»
Corvo: (Raddrizzando il busto, le piume che sembrano assorbire ogni raggio di luce) «Vedo un dolore che cerca una logica dove esiste solo il silenzio. Mi chiedi del vuoto? Il vuoto non è un luogo, Donna, è una frequenza. Ciò che ti manca non è una persona, ma lo specchio in cui ti riconoscevi. Quando perdi qualcuno che amavi, perdi anche la versione di te che esisteva solo attraverso i suoi occhi.»
Donna: «Quindi è per questo che fa così male? Perché mi sento svanire anch'io?»
Corvo: «Senti il peso dell'assenza perché cerchi di stringere un’ombra con mani di carne. L’anima che cerchi non è "altrove", è diventata parte del tuo stesso respiro. Ma voi preferite chiamarla "perdita" perché avete paura della trasformazione. La morte non interrompe il legame, lo rende invisibile per costringerti a guardare dentro di te invece che fuori.»
Gatto: (Stiracchiandosi pigramente) «Troppe parole per dire che le cose cambiano. Se un raggio di sole sparisce, io non piango il sole; vado a cercare un’altra fonte di calore. Dovresti fare lo stesso, umana. Il freddo è l’unico vero nemico.»
Donna: (Sussurrando, mentre un brivido le percorre la schiena) «Ma se il freddo è tutto ciò che mi è rimasto di lei?»
Corvo: (Aprendo le ali per un istante, come a voler abbracciare il buio) «Allora impara ad abitarlo. La nostalgia non è una condanna, è la prova che la bellezza è passata di qui. Non cercare risposte nel buio, Donna. Accetta di essere tu stessa il monumento vivo di ciò che hai perso. Finché il ricordo brucia, non sarai mai davvero sola... sarai solo abitata da un silenzio che ha la forma di un nome che non vuoi pronunciare.»

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