The Noir Duo and the Raven: Il Funerale del Business
Donna: (Stringendo tra le dita una banconota sgualcita, osservandola con lo stesso disgusto che si riserverebbe a un insetto morto) «È iniziato così, Gatto. Prima era passione, era un’urgenza di dire qualcosa al mondo. Poi sono arrivati i numeri, i contratti, l’ossessione del profitto. Quando subentra il business, tutto il resto muore. La bellezza diventa un prodotto, e l'anima... l'anima diventa solo una voce nel bilancio.»
Gatto: (Leccandosi una zampa con studiata indifferenza, senza degnare di uno sguardo il denaro) «Gli umani hanno questa strana mania di dare un prezzo al vento. Pensate che possedere una cosa significhi comprenderla. Per me, un topo è un pasto, non un investimento. Il vostro "business" è solo un modo complicato per morire di fame spirituale mentre le vostre tasche traboccano di carta inutile.»
Donna: «Hanno ucciso la magia per farne dei grafici. Adesso ogni mio gesto deve essere "produttivo". Se non genera valore, non esiste. Mi sento come una fabbrica dismessa: fuori c’è ancora l'insegna, ma dentro i macchinari sono fermi, arrugginiti dalla cupidigia degli altri.»
Gatto: «Ehi, tu che osservi il mercato delle anime dall'alto! Tu che vedi i mercanti scambiarsi bugie per oro, dì a questa donna se c'è rimasto qualcosa che non sia in vendita.»
Corvo: (Facendo ruotare l'occhio dorato verso le luci gelide dei grattacieli) «Vedo un cimitero di desideri camuffato da fiera campionaria. Il business è l'eclissi della verità. Avete trasformato l'arte in moneta e l'amore in una transazione. Quando tutto diventa una risorsa da sfruttare, non rimane più terra per far crescere la vita. Siete diventati i contabili del vostro stesso vuoto.»
Donna: «Quindi non c'è via d'uscita? Devo solo accettare di essere un ingranaggio che produce cenere?»
Corvo: «L'unica resistenza è l'inutilità. Fai qualcosa che non possa essere venduto. Ama qualcosa che non possa essere comprato. Il business muore dove nasce il gratuito. Finché conserverai un segreto che non ha prezzo, sarai l'unica cosa viva in questa città di manichini.»
Gatto: (Saltando giù dal cornicione e sparendo nell'ombra del vicolo) «Io vado a cacciare. Per fortuna, la mia fame non accetta assegni.»
Donna: (Lasciando cadere la banconota nella pioggia, guardandola finire nel tombino) «È un pessimo affare, Gatto. Il peggiore della mia vita.»

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