The Noir Duo
Gatto: «Perché ti vesti come se dovessi andare a un funerale ogni giorno?»
Donna: «È un omaggio alle versioni di me che ho dovuto uccidere per restare viva. E tu? Sei nero come il vuoto.»
Gatto: «Io non mi vesto, umana. Io sono l’ombra che hai paura di proiettare. Siamo uguali: entrambi guardiamo fuori dalla finestra aspettando qualcosa che sappiamo non arriverà mai.»
Donna: «La pioggia?»
Gatto: «No.
La conferma che esistiamo anche quando nessuno ci guarda.»
Donna: «E
se non arrivasse mai?»
Gatto: «Allora
continueremo a fissare il nulla con stile. Ma chiedilo a lui. Ehi, tu
sul cornicione! Che dici?»
Corvo: (Con
un battito d'ali lento) «Dico che siete ciechi. Cercate la conferma
di esistere là fuori, nel buio o negli occhi degli altri, come se
foste frammenti di un film interrotto. Ma guardatevi: siete qui,
un’anima inquieta e un predatore silenzioso, a dividere lo stesso
freddo sul marmo.
Non
serve che il mondo vi guardi per essere veri.»
Donna: «E allora perché resti lì, sul bordo del baratro?»
Corvo: «Perché da qui la vista sulla vostra solitudine è bellissima.»


C’è qualcosa di magnificamente crudele e vero in questo dialogo:
RispondiEliminatre creature che vivono ai margini...
donna, gatto, corvo
...e che proprio da quel margine riescono a vedere
ciò che gli altri ignorano.
La conferma dell’esistere non arriva mai dall’esterno...
....siamo reali nel modo in cui condividiamo il silenzio,
nel modo in cui sopravviviamo alle versioni di noi
che abbiamo dovuto lasciare indietro.
Il vostro trio non cerca spettatori....
abita il buio con una dignità che non chiede permesso.
Ed è lì che la verità diventa più nitida di qualsiasi luce.